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I GATTI E IL BAGNO, COME QUANDO E PERCHÉ FARLO

I gatti sono animali che curano in maniera ossessiva la pulizia personale, e lo dimostra il tempo che passano quotidianamente a leccarsi il manto, grazie alla loro lingua ruvida che contiene sostanze disinfettanti e pulenti.

In linea generale non hanno quindi stretta necessità di essere sottoposti al bagnetto, a maggior ragione data la loro avversione per l’acqua (escludendo rare eccezioni): passi ancora il bagnarsi le zampette per abbeverarsi al lavandino, ma ad essere immersi completamente in una vasca, proprio no.

Eppure esistono casi e situazioni in cui fargli il bagno diventa, ahinoi, non solo consigliato ma proprio necessario per il suo bene.

Ad esempio: se avete preso un gatto randagio, se il gatto è disabile, se presenta qualche forma di allergia o infezioni, se necessita di un trattamento (antipulci o antiparassitario che sia) con apposito shampoo, se si è sporcato con qualche prodotto tossico, se ha il pelo lungo e non riuscite a districare i nodi, se ha la tigna….tutte situazioni particolari in cui dovrete armarvi di coraggio e pazienza e affrontare questa sfida…che a lui molto probabilmente non piacerà!

Dovrete quindi  procurarvi tutto il materiale e l’occorrente necessario…nulla può essere lasciato al caso.

Avrete bisogno di una bacinella (riempita con 10-15 cm d’acqua circa, non oltre, e che sia tiepida!), un tappetino e un asciugamano da mettere sul fondo, due asciugamani pronti all’uso per avvolgere subito il micio una volta finita la tortura, uno shampoo specifico, un pettine (o una spazzola), guanti di gomma (nel caso di gatti particolarmente vivaci e aggressivi, questi sono per il vostro bene), phon.

Ok, ora che siete pronti, come procedere?

Innanzitutto, il primo consiglio è di cercare un partner che vi aiuti in questa missione, che lo tenga fermo mentre voi provvedete a lavarlo.
Poi il gatto va immerso con mooolta calma nella bacinella…evitate assolutamente movimenti bruschi per non farlo spaventare.
Una volta dentro, se il gatto è a pelo lungo spazzolatelo bene così da sciogliere i nodi che, nel mentre, si spera possano essersi ammorbiditi, quindi inumiditegli il pelo e iniziate a massaggiarlo delicatamente con l’apposito shampoo: fate molta attenzione ad evitare la zona del muso e delle orecchie, che sono zone particolarmente delicate.
Il passo successivo sarà il risciacquo, che potete fare comodamente con il telefono della doccia mantenendo il getto basso, sempre stando attenti a girare al largo dalla zona della testa, degli occhi e delle orecchie.
Ci siete quasi, ora avvolgete il micio negli asciugamani e strofinatelo con delicatezza…per completare il processo di asciugatura potete utilizzare il phon al minimo e con aria tiepida, ma se il rumore dovesse spaventarlo troppo avete due soluzioni: ripiegare su una stufetta calda a cui metterlo vicino, oppure chiuderlo nel trasportino e insistere con il phon.
Aspettate che sia completamente asciutto prima di liberarlo, per evitare che andando in giro ancora umidiccio possa prendersi un raffreddore.
Alla fine della tortura premiatelo con un po’ di meritate coccole e magari una scatoletta o degli snack, per cercare di fargli dimenticare subito il trauma subito.

Concludiamo ricordando che, come accennato in precedenza, il bagno al gatto va fatto solo quando la situazione lo richiede, quindi non fatela diventare un’abitudine perché alla lunga potrebbe davvero diventare dannoso per lui, perché potrebbe perdere bagnandosi tutti quegli oli essenziali contenuti nel pelo.

Ora che sapete proprio tutto…buona fortuna e buon bagnetto!