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NOI. I NOSTRI PRIMI TRE ANNI DI VITA INSIEME (PARTE 3)

Il tempo passava velocemente e Luna imparava sempre più ad essere disciplinata in casa, non sporcava più e anche se continuavano i dispetti da cucciola, era diventata molto più tranquilla. Finalmente iniziavo anch’io a rilassarmi nei suoi confronti.
Presto arrivò fine dicembre e per festeggiare la fine dell’anno, vista la scarsità in zona di neve per sciare, andai con Luna a fare una camminata al Pizzo Formico. Al parcheggio facemmo la conoscenza di altre persone e passammo la giornata tutti insieme. Era il primo trekking di Luna in completa autonomia, a soli tre mesi e mezzo, non più nello zaino ma libera di correre avanti ed indietro per i sentieri con le sue zampe. Nonostante fosse libera, non mi perdeva mai di vista, era lei che controllava me e non viceversa e senza insegnarle nulla ad ogni bivio si fermava ad aspettare.
Faceva freddo, il tempo non era bellissimo, il terreno era in parte coperto di neve, ma Luna era nel suo ambiente e camminò senza alcun problema per tutto il tempo, senza mai allontanarsi da me, tenendomi sempre nel suo raggio visivo.
La sua vivacità e la sua gioia di correre all’aria aperta, riempirono il cuore di tutti, era uno spettacolo vederla.
Dopo quella gita, Luna continuò ad andare in montagna con le sue zampe, imparando sempre di più i pericoli naturali e a conoscere l’ambiente innevato. Insieme iniziammo a creare le basi per quello che sarebbe diventata un’intesa e cordata perfetta.2015
A meno di quattro mesi dalla sua venuta al mondo, a gennaio del 2015 andammo con Mauro a fare l’invernale della Cresta di Piancaforma sul Grignone, nel lecchese. Legata in cordata, fu la sua prima cresta di misto e salì con una scioltezza ed una naturalezza inimmaginabile. Lungo il cammino, incontrammo altre persone che rimasero tutte piacevolmente basite dalle sue capacità e come ormai accadeva costantemente, venne riempita di attenzioni e complimenti da tutti per la sua bravura e simpatia che infondeva.
A fine giornata, tornate all’auto, passò tutto il viaggio di ritorno a dormire sul sedile sotto la sua copertina, aveva scaricato le energie ma si capiva che era contenta dell’incredibile giornata.
Come d’abitudine, temperature permettendo, Luna veniva con me a sbrigare qualsiasi commissione in città e, se non poteva entrare in qualche locale, si era abituata ad aspettare tranquilla sul sedile
posteriore dell’auto.
Un giorno, la lasciai in auto per pochissimo tempo, ma al ritorno ebbi una brutta sorpresa. Luna era passata davanti e dal nervoso aveva mangiato il rivestimento del volante sino al ferro. Rimasi incredula dal fatto e terribilmente infuriata con lei, ma ormai il danno era fatto e non riuscivo a capire il motivo del suo comportamento. Al ritorno a casa notai che sul pavimento c’erano piccolissime gocce di sangue e così capì che stava attraversando il suo primo calore prematuro ed isterico.
In accordo con la veterinaria, anche se ancora molto piccola, decidemmo di sterilizzarla.
Il giorno stabilito per l’intervento, la portai in ambulatorio e rimase là tutta la giornata. Quando tornai a prenderla, lei era ancora semi addormentata sul lettino con l’ago della flebo inserita nella zampa. Mi avvicinai intanto che le staccavano i tubi e la adagiavano su un grande cuscino per terra. Mi si stringeva il cuore vederla in quello stato, mi sentivo in colpa per averla fatta operare ma contemporaneamente sapevo che era per il suo bene non potendo farla accoppiare e farle fare cuccioli. Intanto che sbrigavo le parti burocratiche, Luna si svegliò e appena mi vide, con tutte le sue forze cercò di alzarsi per venire da me. Ovviamente non era in grado, ma io non persi un attimo e corsi subito da lei. La presi in braccio e delicatamente la adagiai sul sedile posteriore dell’auto, fece tutto il viaggio di rientro sdraiata immobile e si fece nuovamente riprendere in braccio quando arrivammo a casa. Tuttavia prima di salire mi fece capire che aveva bisogno di fare la pipì perché ormai in appartamento non sporcava più. Passò tutta la notte tranquilla e la mattina successiva, con mia grande gioia, era già nel pieno delle sue forze.
Ovviamente per una quindicina di giorni non potemmo fare nessuna attività sportiva e non fu facile farla stare tranquilla perché voleva già correre e sfogare tutte le sue energie, ma appena guarita, riprendemmo tutte le nostre attività.

 

Continua…