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NOI. I NOSTRI PRIMI TRE ANNI DI VITA INSIEME (PARTE 4)

Passammo quindi il resto della stagione invernale, sino a giugno del 2015 a fare scialpinismo in montagna, mentre in città pian piano che cresceva iniziammo ad introdurre altre attività. Quando eravamo costrette a stare in casa, a causa del meteo, si facevano spesso giochi mentali, mentre fuori all’aperto si andava a correre, si giocava con la pallina, con il frisbee in modo tale che potesse sfogare la sua vitalità. Inoltre nel condominio, c’erano tanti cani, pertanto Luna ebbe sin dall’inizio la fortuna di rapportarsi non solo con le persone ma anche con la sua specie. Si andava in giro per il quartiere ad annusare tutti gli odori, per sviluppare meglio il suo olfatto e per aiutarla a sfogare la sua energia anche in modo diverso.
Non avendo ancora trovato lavoro, passavo tutto il mio tempo con lei e questo ci permise di rafforzare sempre più il nostro rapporto e di conoscerci e relazionarci meglio, ognuno con il proprio linguaggio.
Finita la stagione di scialpinismo, iniziammo a fare lunghe camminate in montagna, a volte con tratti alpinistici dove era necessario arrampicare, ovviamente su difficoltà molto semplici, massimo si arrivava al secondo grado.
Luna senza alcun problema ed in modo molto intuitivo, capiva immediatamente dove trovare il passaggio più semplice e con un’estrema agilità, riusciva a salire senza alcun problema, ma soprattutto senza alcuna paura del vuoto pur consapevole del pericolo e stando sempre molto attenta. Pian piano imparammo anche a relazionarci sempre meglio quando eravamo legate insieme in cordata per affrontare tratti più impegnativi.
La neve ormai si era sciolta ed i laghetti alpini erano diventati per lei un richiamo irresistibile e, ogni volta che si passava accanto, il bagno per lei era diventato un’abitudine.
Era giunta l’estate e, considerando che l’elemento acqua era diventanto un richiamo irresistibile, non rimaneva che provare l’esperienza di nuotare insieme.
Fu così che a luglio di quell’anno andammo sul lago e non facemmo in tempo ad arrivare in spiaggia che Luna era già in acqua. La raggiunsi e, con mia grande sorpresa quando iniziai a nuotare, lei si accostò a me e nuotammo fianco a fianco per tutto il tempo che rimasi in acqua. Non potevo credere ai miei occhi, quello che stavo vivendo era qualcosa di magico, il mio cane era accanto a me e controllava che tutto andasse bene. Ogni azione fu semplicemente guidata dall’istinto di entrambe.
Tutte le volte che c’era la possibilità si andava a fare il bagno ed in spiaggia Luna era sempre al centro dell’attenzione dei bambini che la facevano giocare. In un’occasione Luna insegnò ad una bimba molto piccola e timorosa a prendere confidenza con l’acqua e di conseguenza i genitori le furono molto riconoscenti per l’intera giornata.
La presenza di Luna mi aveva portato sollievo, tuttavia non riuscivo a risalire dallo stato depressivo in cui ero finita, complice anche la costante mancanza di lavoro, e nonostante il supporto da mesi di una psicologa molto brava, scivolai sempre più in basso. Contemporaneamente mi vennero prescritti dalla psichiatra medicinali per aiutarmi a superare quello stato, ma la situazione peggiorò vertiginosamente e quell’estate iniziai addirittura ad abusare dei medicinali mischiandoli con gli alcolici. Luna era in balia del mio umore, ma credo che avesse intuito che c’era qualcosa in me che non andava perchè si avvicinò ancora di più.
Fortunamente era la mia ombra e mi seguiva ovunque, anche in auto e grazie a lei, ai suoi occhi penetrarti che mi scrutavano e che vedevo dallo specchietto retrovisore, riuscivo ad allontanare gli orribili pensieri che spesso mi passavano per la mente e che ci avrebbero messo in pericolo di vita.

 

Continua….

Barbara Odoni