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I GATTI E I LUOGHI COMUNI. 5 MITI DA SFATARE

Quando pensiamo di accogliere un gatto nella nostra vita, prima di farlo spesso cerchiamo di informarci il più possibile su cosa questa scelta comporterebbe, a quali aspetti fare maggiormente attenzione, come organizzarsi..insomma, come prepararsi al meglio all’arrivo di questa new entry. Con il rischio di imbattersi in numerosi luoghi comuni spacciati per veri, che non fanno altro che darci un’idea distorta ed evidentemente errata di quella che è la vita insieme a un gatto.

Cerchiamo quindi di smascherarne 5 tra i più diffusi, in pieno stile Mythbusters!

  1. Il gatto è meno impegnativo del cane
    Uno dei motivi più falsi che però spesso possono influenzare la scelta dell’animale domestico al momento dell’adozione. Un falso mito che nasce probabilmente dal fatto che il gatto per sua natura sia molto indipendente, sicuramente più del cane, ma questo non significa affatto che sia meno impegnativa la sua gestione! I gatti infatti, come del resto tutti gli animali, non possono essere trattati come oggetti o giocattoli che mettiamo in casa e con cui ci intratteniamo quando abbiamo tempo. Accoglierne uno in casa presuppone delle responsabilità, specie se il nuovo arrivato sarà destinato a trascorrere tra quelle quattro mura la maggior parte della sua giornata: sarà nostro compito curarlo, farlo giocare, nutrirlo, stare attenti e conoscere i suoi bisogni, tenerlo attivo sia fisicamente che mentalmente. Certo, sono esclusi i quotidiani giri all’aperto come per i cani, ma questo non significa che accudire un gatto sia una passeggiata di salute.
  2. Il gatto fa le fusa solo quando è felice
    Quando sentiamo un gatto fare le fusa, con quel rumore dolce e tenero, pensiamo subito che stia manifestando serenità e felicità. Il che è assolutamente vero, ma non sempre: infatti le fusa, intese come modalità di comunicazione per i felini, possono anche essere fatte quando sono ansiosi per qualcosa. Con le fusa i gatti semplicemente esprimono i loro sentimenti, che quindi possono essere positivi quanto negativi…per rilassarsi o per tranquillizzarsi.
  3. Con un gatto piccolo il legame sarà più forte
    Anche questo non è propriamente vero. Per quanto possa essere bellissimo e gratificante veder crescere e prendersi cura di un gattino appena nato, bisogna sottolineare che per riuscire a sviluppare nel tempo relazioni serene ed equilibrate sarebbe consigliato permettere ai cuccioli di trascorrere i primi 60 giorni della loro vita insieme alla mamma e ai fratellini.
  4. Se abbiamo un gatto, meglio adottarne altri per evitargli la solitudine
    Se si vogliono adottare altri mici per far compagnia al nostro gatto non presenta grandi controindicazioni, anzi in alcuni casi potrebbe sicuramente essere un bel “regalo” per lui. Ma se lo facciamo pensando che si senta solo perché passa tutte le giornate da solo a casa, qui ci sbagliamo: infatti i gatti che vivono da soli possono patire molto la noia, ma non particolarmente la solitudine. Ecco perché accogliendo un secondo micio potrete sicuramente regalargli un nuovo amico e compagno di giochi con cui intrattenersi in vostra assenza…ma non è detto che i due possano starsi simpatici, ed esiste quindi il rischio che finiscano solo per litigare.
  5. Il gatto si affeziona solo alla casa
    Un luogo comune diffuso, ma che per esperienza chiunque abbia mai vissuto con un gatto può smentire a gran voce. Un falso mito dovuto probabilmente al loro carattere indipendente, che talvolta può essere interpretato come opportunista ed egoista, e alla loro marcata territorialità, oltre che da una maggiore discrezione nel manifestare i propri sentimenti rispetto (ad esempio) al cane. In realtà i gatti sono assolutamente in grado di instaurare forti legami con gli umani di casa (anche se il più delle volte tendono ad identificarne uno come umano preferito), e sanno come dimostrare il loro affetto nei nostri confronti. Anche se in un modo tutto loro.