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ONE OCEAN FOUNDATION: TUTTI INSIEME PER SALVARE I NOSTRI MARI

Il successo della prima edizione di One Ocean Forum, svoltosi lo scorso ottobre a Milano e in cui si è parlato di come proteggere i nostri mari, ha avuto un ruolo molto importante nell’istituzione lo scorso 1 marzo della One Ocean Foundation.

Una fondazione che nasce proprio per rispondere ai problemi sempre più evidenti e pressanti che ci troviamo di fronte quando si tratta di ecosistemi marini e per preservare la biodiversità: basti pensare che negli ultimi 50 anni la quantità di fauna ittica si è dimezzata, e la plastica è ormai presente ovunque, con tutte le conseguenze nocive del caso (come abbiamo già raccontato in questo articolo e in quest’altro articolo).

Tra i principali obiettivi spicca la volontà di promuovere la cosiddetta blue economy (“economia blu“), un nuovo modello economico ispirato agli ecosistemi naturali in cui niente va sprecato ma tutto torna sempre in circolo, in un vero e proprio processo virtuoso “a cascata“.
Inoltre si punta a mettere in atto interventi concreti per contrastare l’inquinamento degli oceani, favorendo il dialogo tra imprese, ricerca, istituzioni e cittadini; la fondazione mira quindi a coinvolgere forze diverse, tra cui scienza, ong, aziende, cittadini e anche Yacht club, ma tutte accomunate dall’amore per il mare, e fin’ora ha già ricevuto il sostegno di importanti realtà come Audi, Rolex, Allianz e molte altre.

Nel corso della presentazione della fondazione (sempre a Milano), che vede la principessa Zahra Aga Khan nel ruolo di presidente e il commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda Riccardo Bonadeo come vicepresidente, è stata anche rivelata una road map di attività pensate proprio per raggiungere obiettivi concreti, che diventeranno argomento di discussione del prossimo forum, attraversando le quattro macro aree di intervento di One Ocean: sport, ricerca, educazione, life style.

Come dichiarato dalla principessa Zahara Aga Khan, “essere già a questo punto, a soli pochi mesi dal forum, è un risultato straordinario; il segnale è che il mondo vuole questa rivoluzione, il mondo vuole salvare il mare, e noi vogliamo provare a fare la nostra parte“.