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NOI. I NOSTRI PRIMI TRE ANNI DI VITA INSIEME (PARTE 8)

A dicembre feci con Luna un’impresa in montagna che considero memorabile per un cane. Andammo a risalire il canale nord del Cimon della Bagozza, in Val di Scalve. Un canale con pendenza di 45°, legate insieme, io progredivo con ramponi e picozza, lei in cordata davanti a me. Grazie alla nuova pettorina che le faceva da imbrago, potevo permettermi di tenerla in sicurezza senza alcun problema e in caso di necessità potevo calarla ed issarla facilmente. Si procedeva in perfetta sincronia, Luna aumentava il passo quando sentiva che potevo accellerare e si fermava quando avevo bisogno di pausa. Alla fine del canale di neve, risalimmo nello stesso modo una paretina di erba e roccette sino a raggiungere la cresta nuovamente nevosa e da lì in vetta, dove si mangiò la sua ricompensa. Era incredibile quello che avevamo fatto insieme e con quale naturalezza. Erano fortissime le sensazioni che stavo provando a vivere con lei un’alpinistica del genere, in solitaria con il mio cane. La discesa dalla via normale fu addirittura più complicata della salita in quanto presentava dei tratti di ghiaccio e le condizioni di neve non erano buone. Lei sempre legata a me, in discesa stava dietro procedendo lentamente. Arrivate ad un saltino da superare un pò delicato, decisi che, per l’incolumità di entrambe, era meglio slegarci. Lei rimase ferma ad aspettare che facessi il passo, una volta superato e stabilizzata la rilegai e la feci scendere. Passò anche lei il pezzo e si fermò immediatamente in modo da aspettare i miei comandi. Dopodichè sempre in cordata riprendemmo la discesa. Verso la fine del pendio, l’inclinazione si fece più dolce, così nei tratti di neve morbida, dove non c’era più pericolo, rimase slegata, ma appena sentiva che la neve cambiava si fermava per essere nuovamente messa in sicurezza. Alla fine di tutte le difficoltà ci slegammo e lei riprese a muoversi in piena libertà. Ero orgogliosa dell’impresa che avevamo compiuto insieme, ma ancora di più ero fiera di lei. Luna era una perfetta socia di cordata, con un’intesa fortissima senza bisogno di comunicazione verbale, ma solo attraverso sguardi e sensazioni. Al rifugio ovviamente ci fermammo per riposarci ed il rifugista, che in parte ci vide risalire il canale, fece entrare anche lei come meritato premio.
Il nostro era diventato un legame fortissimo, probabilmente l’ho umanizzata, ma quando si è single e si indirizza tutta l’attenzione e l’amore sul proprio cane, credo sia inevitabile. Spesso mi sono chiesta cosa avrei potuto fare di diverso, ma alla fine Luna mi sembra che sia un cane felice, amato e molto equilibrato, quindi non credo di averle apportato alcun danno. Il giorno che la portai a casa, ero ben consapevole che avrei dovuto fare delle rinunce, ma avendo preso l’impegno di prendermi cura di quell’esserino indifeso, ora cerco di portare avanti il mio compito al meglio sino alla fine dei suoi giorni, cercando di darle il più amore possibile.
Ormai era arrivato anche il giorno di Natale 2016, così alla sera ci recammo in Liguria, a Sarzana, ospiti di una coppia di amici Nadia e Roberto. Il tempo incredibilmente era molto caldo ed il giorno dopo andammo a fare una passeggiata sulla spiaggia. Per la prima volta Luna entrò in mare e, abituata all’acqua dolce del lago, come sempre provò a berla, ma questa volta ebbe un’amara sorpresa e la sua reazione fu così buffa che ci mettemmo tutti a ridere. Nonostante l’approccio un pò diverso, passò tantissimo tempo sia in acqua che a correre sulla spiaggia, divertendosi come una disperata. La sua prima volta in acqua salata, una nuova esperienza che si portava a casa.
Purtroppo dopo due giorni, con grande difficoltà guidai febbricizzante sino a casa. Purtroppo mi venne una brutta bronchite che trascinai per un mese a discapito di Luna in quanto per tutto quel periodo non fui in grado di fare nessuna attività all’aria aperta.
Il tempo era ormai passato e Luna non era più cucciola, ma un cane fisicamente ben strutturato e sempre più intelligente che aveva imparato le regole per una sana convivenza. Nei suoi primi due anni ho potuto assistere a tutte le fasi della sua crescita, vedendo sotto i miei occhi ogni minimo cambiamento sia fisico che caratteriale. E’ stata un’esperienza meravigliosa partecipare alla sua evoluzione, da cucciola è passata a cane giovane, cercando in questo passaggio di farle vivere più esperienze possibili e accompagnandola nella sua crescita.

Continua…

Barbara Odoni