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SE UN GATTO È TRICOLORE, È (QUASI) SEMPRE FEMMINA. PERCHÉ?

Chi ama i gatti lo sa: uno dei modi più comuni per riconoscere un gatto maschio da una femmina è osservare il suo pelo. Se tricolore, allora davanti a noi abbiamo una gattina.

E non si tratta di una credenza o una leggenda metropolitana, ma un’evidenza scientifica che deriva da motivazioni genetiche.

Prima di partire con lo spiegone, occorre partire dal presupposto che i colori base con cui si compone il pelo dei nostri aMici sono tre: arancione, nero, bianco.

I gatti (o meglio, le gatte) tricolore possono essere di tre tipi diversi:

  • Calico (riconoscibile dal bianco dominante, con macchie arancioni e nere tendenti al grigio)
  • Tartaruga (riconoscibile dal nero dominante, con colori in genere più chiari e il bianco poco diffuso)
  • Tigrato (riconoscibile per la caratteristica striatura tigrata da cui prende il nome, una sorta di via di mezzo tra le tipologie precedenti in cui non c’è un colore predominante e tutti e tre sono presenti in misura molto simile sul manto)

Dopo questa breve introduzione, ecco la domanda fatidica: perché proprio le femmine presentano tre colori?

La risposta, come accennato, è da ricercarci nella genetica, e precisamente è collegata al sesso dell’animale e quindi ai suoi cromosomi.

Come è per tutti i mammiferi, esseri umani compresi, anche i gatti possiedono due tipi di cromosomi sessuali, cromosoma X e cromosoma Y.
Le femmine saranno caratterizzate da una coppia XX, mentre i maschi da una coppia XY.

Ed è proprio il cromosoma X a determinare quello che sarà il colore del pelo, ereditandolo solo dalla madre (nel caso dei maschietti) o da entrambi i genitori (nel caso delle femminucce).

Entrando nello specifico dei colori, nel cromosoma X possono essere presenti il nero e l’arancione, ma non il bianco, che è un colore “indipendente” e può comparire indipendentemente dal sesso del cucciolo.

Di conseguenza, grazie alla doppia X, mentre i maschi possono essere solo arancioni o neri (al massimo con l’aggiunta del bianco) le femmine possono combinare i tre colori insieme!

Abbiamo quindi spiegato perché se un gatto è tricolore, allora è femmina al 100%.
Beh, diciamo al 99%.

E quell’1%? Colpo di scena!
Esistono infatti rarissimi casi (ma tanto, tanto, tanto rari) in cui anche un maschio può avere tre tonalità di colori differenti: una situazione frutto di un’anomalia genetica, conosciuta come Sindrome di Klinefelter (o anche come trisomia), che porta il gatto a presentare un corredo genetico XXY. Tre cromosomi anziché due, e con due cromosomi X ecco che il nero e l’arancione possono manifestarsi insieme proprio come nelle femmine….oltre a questo, però, il lato negativo è che tale anomalia è quasi sempre sintomo di sterilità.