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IL CANE E’ UN FENOMENO?

Da sempre ci caratterizza uno stile di comunicazione che più che “urlare” verità ritenute sacrosante, cerca di porre domande intelligenti… DOGS, uomo/cane: una alleanza in evoluzione- di Raymond e Lora Coppinger. Si tratta di un libro scritto da questa coppia di educatori, allevatori, biologi che hanno realizzato un compendio sull’origine, l’evoluzione ed il comportamento del cane nel corso di decine di millenni.Andando al sodo, in questo libro si sostiene una ipotesi che, minimo minimo, pretende una risposta, ne riportiamo alcune frasi:..il messaggio che cerchiamo di sottolineare è che il cane è prima di tutto  un essere biologico e non una mera sottospecie del lupo…il nostro cane che se ne sta sdraiato all’ombra della macchina in una calda giornata estiva non è un lupo moderno nella sua tana moderna..Il cane-spazzino, il cane opportunista, il cane da villaggio di decine di migliaia di anni fa si costruisce una nicchia di sopravvivenza accanto alle comunità umane che danno origine ad accumuli di scarti e da li nasce un nuovo animale che si evolve verso un nuovo, più docile comportamento di ricerca del cibo.

Il cane è semplicemente una originale forma animale che si è adattata ad utilizzare una nuova fonte di cibo decidendo di stabilire un rapporto dapprima commensale e poi amichevole con l’essere umano.

Aggiungo: il suo addomesticamento potrebbe intrecciarsi con l’inizio dell’agricoltura e con la comparsa dei primi rifiuti ricchi di amido.

Il libro è lungo 400 pagine ma per favorire una riflessione seria sull’argomento alimentazione-cane sono più che stimolanti le poche righe di cui sopra.

A questo punto la domanda è inevitabile: cosa trovava/mangiava questa figura animale nelle discariche e nelle periferie delle comunità umane ?

Difficile immaginare che si nutrisse di succulenti cosciotti. E per rafforzare il significato della domanda aggiungiamo questo..

Dik, il cane della mia famiglia contadina 65 anni fa: rammento perfettamente cosa riempiva la sua ciotola.. la proteina animale era una occasionalità anche per noi umani; le galline erano un tabù da Dik ovviamente rispettato. Rimanevano tozzi di pane, l’osso scarnificato quando andava bene, un po di verdura, una brodaglia e tanta, tanta pasta. La carne in quei pochi giorni che erano, per noi e per lui, di festa.

Eppure fu un animale forte e sano; “multidisciplinare”, perlomeno da guardia e da caccia.Come le centinaia di migliaia di cani da campagna, nonni dell’attuale animale degli anni 2000.

Lo diciamo sottovoce, ma il buon senso impone di farlo notare: una dieta “lupina” negli anni 2000 D.C. lascia li (inspiegata) la domanda di cosa è accaduto a livello di comportamento e di metabolismo a questa figura animale in quel “buco” dei 120.000 anni di domesticazione.

Per quanto ci riguarda l’affermazione: ”L’alimentazione è una scienza esatta” non vale nel caso di questo animale. Possiamo affermare con assoluta certezza (lo abbiamo toccato più volte con mano) di aver visto soggetti,anche afflitti da patologie importanti, essere splendidamente curati con una dieta vegana ed altri con la dieta Barf.

E questo nel corso di anni, senza fidarci di un successo temporaneo di pochi mesi,dacchè il cibo può essere cosa subdola ed il suo risultato va valutato nel lungo periodo.

Questo fatto apparentemente paradossale, piuttosto che crearci confusione provoca in noi un irresistibile stimolo per capire di più, e vorremmo condividere con voi questa ricerca. I cani sono un “Fenomeno” nel senso letterale del termine: molto è ancora da scoprire, anche a livello di alimentazione.

Può apparire stridente la contraddizione tra un cane che mangia cereali e la sua natura di carnivoro..ma non ci lascia forse altrettanto perplessi l’immagine di un lupo che aggredisce la sua preda carnivora dopo 20 chilometri di inseguimento ed il nostro animale a cui prepariamo un “fast food” di carne cruda nel nostro giardino 10 metri per due !?

Per ora le nostre certezze sono queste, basiche:

TUTTE le materie prime (carni, cereali, grassi, ecc) presenti in un cibo possono essere veicoli di tossicità varie. Eliminando aromi/appetibilizzanti/antiossidanti e conservanti di sintesi non naturali, mantenendo un basso tenore di sodio, seguendo meticolosamente la filiera coltivazione-conservazione del cereale/equilibrando il rapporto Omega 3-6 ed il rapporto Calcio/Fosforo, non utilizzando carni di animali che hanno subito innaturali ritmi di crescita..ebbene, facendo questo, grain free o meno, si ha una impressionante diminuzione delle problematiche di origine alimentare.

Concludendo…
A tutt’oggi, su questo argomento, l’unico posto dove la Scienza alimentare da il meglio di se è quello dei fatti e ad essi bisogna lasciare l’ultima parola. Le ideologie,  l’essere “talebani”, avere una verità in tasca già precostituita non aiuta chi è sinceramente interessato alla salute del proprio amico.

Al contrario è decisamente utile (indispensabile) l’apporto di differenti punti di vista di chi è in buona fede.

Articolo a cura di www.euroservice.pet