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LA LEGGENDA DEL CONIGLIO PASQUALE

La leggenda del coniglio pasquale è meno diffusa in Italia, ma come molte altre usanze straniere si sta diffondendo anche da noi, soprattutto tra i bambini. Come mai il coniglio è uno dei simboli della Pasqua?
Molte storie riconducono l’introduzione di questo animale alla Pasqua ad alcune tradizioni pagane che celebravano il dio della primavera, Eostre. Il simbolo del coniglio probabilmente fu scelto perché il suo ciclo di riproduzione avviene in primavera e l’alta fertilità di conigli simbolizza perfettamente l’ideale di vita e calore che la primavera porta con se. Una mamma gatta può produrre fino a 40000 cuccioli in 7 anni. Una mamma coniglio può produrre fino a 185 milioni di conigli nello stesso lasso di tempo. Questo numero incredibile giustificherebbe la scelta del coniglio come simbolo di fertilità.Resta comunque da capire che cosa abbiano a che fare conigli e lepri, con la resurrezione di Gesù. In realtà questi animali dalle orecchie lunghe sono una presenza usuale anche nella cristianità. Il Levitico li considera impuri, e a lungo si pensò che le femmine potessero dar vita ai piccoli senza accoppiarsi. Il che alla fine li ha resi simboli di castità e purezza, dunque accostati alla vergine Maria. Nell’arte non mancano gli esempi, come la Madonna del coniglio di Tiziano, in cui Maria accarezza appunto un coniglietto bianco.

Ma anche nella mitologia cinese si  le lepri possono rimanere gravide semplicemente guardando la Luna.  La spiegazione razionale per questa leggenda è la “superconcenzione”: le lepri europee, ad esempio, sono in grado di portare avanti una seconda gravidanza prima ancora di aver partorito la prima cucciolata. Un adattamento evolutivo che permette loro di avere molti più piccoli.

Molto diffuso nel mondo anglosassone, il coniglio non ha certo il monopolio delle tradizioni pasquali: nel resto del mondo a portare uova possono essere cuculi, cicogne, galli e persino volpi. In Australia, dove lepri e conigli sono devastanti specie invasive, troviamo i bilby pasquali di cioccolata. Sono piccoli marsupiali endemici, la cui esistenza è messa a repentaglio proprio dalle specie che noi associamo alle gioie pasquali.

La tradizione del coniglio pasquale fa sì che in questo periodo, specie negli Stati Uniti, molte famiglie cedano alle richieste dei bambini e adottino un coniglietto. Salvo poi pentirsi qualche tempo dopo: il coniglio è infatti il terzo tipo di animale domestico più abbandonato nel paese. Poche settimane dopo la Pasqua, quando i cuccioli iniziano a crescere, i rifugi cominciano a essere inondati di segnalazioni su conigli abbandonati. Il tutto nasce dalla poca conoscenza della specie: un coniglio può vivere anche più di dieci anni, e come un cane o un gatto necessita di cure veterinarie, spesso costose. In più deve essere educato a vivere in casa e a usare la lettiera, e non può essere confinato in una gabbia, ma ha bisogno di muoversi molto. E non tutti amano essere abbracciati e accarezzati come un peluche. Ecco perché molte famiglie sconsiderate finiscono per disfarsene.

Non tutti i paesi possiedono il coniglietto pasquale, in Svizzera per esempio a portare le uova di cioccolato è il cuculo mentre alcune parti della Germania festeggiano con una volpe o un’oca.