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IL PRIMO RICCIO NON SI SCORDA MAI

Dopo il celebrato 25 grammi di felicità, tradotto in quindici lingue, e il commovente Cuore di riccio dedicato ai pazienti disabili, esce il nuovo libro per ragazzi di Massimo Vacchetta, veterinario del Centro Recupero Ricci di Novello (CN).

Edito da Il Battello a Vapore, si intitola Ninna il piccolo riccio dal grande cuore ed è stato scritto a a quattro mani con la giornalista Claudia Fachinetti che si occupa di editoria per ragazzi e natura. Attraverso gli occhi di Francesco, personaggio di fantasia che dà voce al bambino che vive ancora in tutti noi, viene rivissuta la storia di Ninna, il primo riccio di cui Vacchetta si è occupato, e poi quelle di Pancino, Piccina, Evita, Karim, dei ragazzi del Wild Life Protection e dell’uomo che pianta gli alberi…

Buoni sentimenti e laboratori per gli animali

Sono tante storie a comporre un libro che è a metà strada tra “Cuore” e il “Manuale delle giovani marmotte” e che aiuta i genitori a insegnare ai ragazzi a ritrovare l’armonia con la natura e a capire che la solidarietà verso i più deboli, che siano ricci, bambini o persone in difficoltà, è la più grande medicina per superare i propri guai e stare meglio. Oltre ai buoni sentimenti, sono proposte anche tante attività pratiche da far svolgere ai ragazzi, piccoli laboratori come la mangiatoia per i ricci, la bat box, l’hotel per gli insetti utili e il giardino delle farfalle, che forniscono un aiuto concreto per gli animali.

Colpo di fulmine

Il Centro Recupero Ricci La Ninna di Novello è nato meno di dieci anni fa, quasi per caso. Un amico veterinario affidò a Massimo Vacchetta, che allora si occupava di bovini, una neonata di riccio orfana. E fu un vero colpo di fulmine. Da quel momento Vacchetta cominciò a occuparsi anche di altri ricci feriti o in difficoltà per riportarli nel loro ambiente. «I ricci che, ricordo, sono animali selvatici e come tali non possono essere tenuti in cattività, sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici e alle attività antropiche che impoveriscono il loro ambiente naturale – spiega il veterinario.

Assetati e affamati i ricci si avventurano sulle strade tra mille pericoli, auto, cani, cancelli, piscine e botole, veleni e insetticidi, trovando sempre meno rifugi. A volte persino cespugli e cumuli di foglie secche, scelti da questi animali come tane, possono diventare trappole mortali se vengono utilizzate senza cautela falciatrici o accesi falò incontrollati»

Il centro

Negli anni il centro è diventato un punto di riferimento per tutta Italia e ogni giorno arrivano tre o quattro pazienti nuovi. Tra la primavera e l’inizio dell’autunno, gli ospiti guariti vengono però rimessi in libertà, con la dovuta cautela. Tuttavia i disabili permanenti restano al centro per tutta la vita perché non sarebbero in grado di cavarsela da soli. «Cerchiamo di dar loro la miglior vita possibile grazie anche al preziosissimo aiuto dei volontari e delle donazioni che permettono al centro di sopravvivere – dice il veterinario – Attualmente siamo a quota 200 pazienti perché, purtroppo, con l’aumento delle temperature, molti ricci nascono a fine estate, troppo tardi per metter su un peso adeguato per il letargo e superare l’inverno, pertanto li ospitiamo al caldo fino alla primavera».

 

“Ninna, il piccolo riccio con un grande cuore
di Massimo Vacchetta, Claudia Fachinetti
256 pagine,  € 16,50 (Ebook € 8,99).
Editoriale Il Battello a Vapore

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